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Sindrome Metabolica

22/06/2017 in Biochimica Clinica

Screening Sindrome Metabolica

Screening Sindrome Metabolica.
Riconosci il rischio in tempo.

La Sindrome Metabolica è una condizione clinica particolarmente diffusa nei Paesi sviluppati e tra le persone di età superiore ai 50 anni associata a un aumentato rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete e fegato grasso.

Molto spesso è conseguenza di stili di vita inappropriati: dieta inadeguata, sedentarietà e scarsa attività fisica. L’intervento di un nutrizionista, infatti, è fondamentale per correggere le cattive abitudini.
Uno dei principali fattori di rischio della Sindrome Metabolica è l’adiposità addominale, con un aumento della circonferenza vita. L’eccessivo grasso viscerale comporta un aumento degli acidi grassi liberi nella vena porta con conseguente accumulo di grassi a livello epatico e a livello muscolare accompagnato da un’alterazione del metabolismo del glucosio. Ne deriva un maggiore rischio di sviluppare insulino-resistenza, dislipidemie e ipertensione.
Si parla di Sindrome Metabolica quando sono presenti almeno tre dei seguenti fattori di rischio: obesità viscerale o addominale, con un giro vita superiore ai 94 cm per l’uomo e 80 cm per la donna; elevati livelli della glicemia con valori a digiuno maggiori di 100 mg/dl; aumento della pressione arteriosa, maggiore di 140/90 mmHg; elevati valori di trigliceridi, superiori a 150 mg/dl; livelli di colesterolo HDL minori di 40 mg/dl nell’uomo, 50 mg/dl nella donna; elevati valori di acido urico.
La diagnosi della Sindrome Metabolica può essere effettuata attraverso la misurazione del giro vita e della pressione arteriosa, l’analisi del profilo lipidico e glicemico, oltre a un’attenta anamnesi finalizzata a identificare eventuali condizioni familiari predisponenti, come la presenza di soggetti diabetici in famiglia.
Il trattamento della Sindrome Metabolica prevede un approccio multidisciplinare con l’applicazione di esami di laboratorio, il coinvolgimento di un nutrizionista e di specialisti che possono anche intervenire, a seconda dei casi, con trattamenti farmacologici per abbassare i livelli di glicemia o di colesterolo.

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