Covid-19 e tampone naso-faringeo: il gold standard per la diagnosi

Intervista alla dottoressa Laura Cardarelli

 

È il gold standard per la diagnosi di infezione da Covid-19.
Il tampone naso-faringeo prevede l’analisi molecolare del nuovo Coronavirus per confermare o escludere l’infezione.

Ne parliamo con la dtt.ssa Laura Cardarelli, Specialista in Genetica Medica del Gruppo Lifebrain,
Responsabile del Dipartimento di Genetica Medica e Biologia Molecolare di RDI
(Rete Diagnostica Italiana) a Limena, Padova.

 

A cosa serve il tampone?

Serve a identificare i soggetti affetti e permette di identificare l’eventuale presenza del virus sia nei sintomatici, sia nei portatori asintomatici.

 

Quando farlo?

Quando è necessario confermare o escludere l’infezione virale e la possibilità di contagio.
Il tampone, infatti, è utile per confermare la presenza del virus SARS-CoV-2 nel campione prelevato. È quindi eseguito per valutare l’eventuale positività nei pazienti con sospetto di COVID-19 o per verificare la negatività di coloro che devono sottoporsi ad intervento; è inoltre utile per individuare eventuali soggetti contagiati tra le persone che sono state a contatto con un infetto.

Infine, può essere di aiuto quale sistema di prevenzione nell’ambito della medicina del lavoro, per identificare tempestivamente i lavoratori che hanno contratto il virus e possono tramettere l’infezione, come anche per l’ingresso in una comunità o può essere un requisito necessario per viaggi internazionali.

 

Chi può sottoporsi al tampone?

 Il tampone naso-faringeo non è invasivo, pertanto può essere eseguito a chiunque, a qualsiasi età. In base alle diverse normative regionali e alla disponibilità di risorse, nelle diverse regioni il tampone può essere eseguito limitatamente ad alcune fasce di popolazione e di operatori sanitari, o allargato liberamente a tutta popolazione.

 

Dove è possibile farlo?

Può essere eseguito in Laboratori autorizzati pubblici e privati con adeguate competenze nell’ambito della Microbiologia e Biologia Molecolare.

 

Come si esegue?

Si tratta di un semplice tampone naso-faringeo, non è un prelievo invasivo.
Il campione viene trasportato a temperatura controllata in un laboratorio specializzato. Qui viene sottoposto all’analisi molecolare che prevede l’estrazione degli acidi nucleici per la ricerca di sequenze genetiche specifiche per Coronavirus mediante Reverse Real-Time PCR (rRT-PCR).

 

Cosa significa se è negativo?

 Il tampone negativo indica che non è stata rilevata la presenza del virus nel paziente, che pertanto in base all’analisi eseguita è risultato non affetto e non risulta essere contagioso.

 

Cosa si consiglia di fare in questo caso?

Se il tampone è negativo il soggetto può riprendere le normali attività. In rari casi, tuttavia, è possibile che il tampone risultati negativo anche in alcuni pazienti sintomatici; per tali soggetti si consiglia la ripetizione del test su secondo tampone e/o su campione rappresentativo delle basse vie aeree, in modo da escludere falsi negativi legati al campionamento.

 

Cosa significa se è positivo?

In caso di positività significa che è stata rilevata la presenza del virus nel campione in esame, di conseguenza la persona è da considerarsi infetta e a rischio di trasmettere la malattia. L’infezione non è sempre associata alla presenza di sintomi, è comunque necessario rivolgersi al medico curante per la valutazione del quadro clinico e la presa in carico del caso.

 

Quali indicazioni deve seguire un paziente positivo al tampone?

In caso di positività al test molecolare, l’interessato dovrà seguire le indicazioni del medico curante e osservare il periodo di isolamento domiciliare (o ospedaliero nel caso di sintomatologia grave) previsto per i soggetti affetti.

A seguito della guarigione clinica e/o del periodo di quarantena verranno effettuati due tamponi di conferma di avvenuta guarigione a distanza di 24 ore l’uno dall’altro.
Se entrambi i tamponi risulteranno negativi la persona potrà riprendere le normali attività, altrimenti dovrà proseguire l’isolamento fiduciario.

 

I suoi familiari devono seguire indicazioni particolari?

Nel rispetto delle ordinanze ministeriali, per i contatti stretti di un caso probabile o confermato è prevista la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per quattordici giorni.
I membri della famiglia di un affetto devono avere contatti limitati al minimo con il malato e soggiornare possibilmente in altre stanze e indossare la mascherina protettiva e mantenere una distanza di almeno 1 metro dal malato nei momenti di compresenza.
Si raccomanda l’accurata e frequente igiene delle mani con acqua e sapone o con una soluzione idroalcolica dopo ogni contatto con il malato o con il suo ambiente circostante.