Dopo 16 anni si aggiornano i servizi e le prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a erogare gratuitamente o dietro il pagamento di una quota di partecipazione, il ticket. Le novità salienti del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sui nuovi LEA riguardano l’erogazione del decreto ministeriale sull’appropriatezza prescrittiva (come già riportato in Lifebrain News n.1·2016), la ridefinizione dei nomenclatori della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica, l’aggiornamento degli elenchi delle malattie rare e croniche, e introduce il provvedimento riguardante la sicurezza delle cure e la responsabilità professionale degli operatori sanitari.

Cosa prevede l’aggiornamento dei nomenclatori?

Il nomenclatore delle prestazioni specialistiche ambulatoriali, che riporta l’insieme delle prestazioni specialistiche essenziali erogabili dal Sistema Sanitario Nazionale e che possono essere eseguite in ambito ambulatoriale, si aggiorna. Sono state eliminate le prestazioni ormai superate, adeguando quelle che 16 anni fa erano considerate sperimentali e che potevano essere eseguite in sicurezza soltanto in regime di ricovero, e inserendo prestazioni di elevato contenuto tecnologico. Con il nuovo Dpcm le procedure di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), che prima erano erogate esclusivamente in regime di ricovero, vengono ora erogate dal SSN in regime di assistenza specialistica ambulatoriale. Sono state aggiunte, inoltre, alcune prestazioni di genetica relative a precise patologie che richiedono l’analisi di specifici geni. Tra queste, lo screening neonatale per la sordità, per la cataratta congenita e per molte malattie metaboliche rare ereditarie. Si introduce la consulenza genetica, fondamentale per fornire tutte le informazioni ai pazienti sui test genetici, offrire supporto nelle fasi pre e post test e spiegare le implicazioni dei risultati.

Risk Management: novità per professionisti e pazienti

Il provvedimento introdotto sulla sicurezza delle cure e la responsabilità professionale civile e penale degli operatori sanitari riguarda sia strutture private che pubbliche e cerca di equilibrare il rapporto medico-paziente in sede di contenzioso penale e civile. L’urgenza del provvedimento è nata dall’assenza di un quadro legislativo chiaro in materia, in grado di gestire il rischio sanitario che ha visto l’intensificarsi della mole del contenzioso medico legale e del fenomeno della medicina difensiva. In tal senso, si prevede che ogni struttura provveda al monitoraggio, alla prevenzione e alla gestione del rischio sanitario. A tal proposito, ogni Regione è tenuta ad attivare un osservatorio per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente, responsabile della raccolta dei dati sui rischi sanitari e gli eventi avversi, incluse l’entità e la frequenza, per individuarne le cause ed evitare il loro ripetersi. ll provvedimento offre una doppia tutela, ai professionisti e ai pazienti. Le direzioni sanitarie, infatti, sono obbligate a fornire entro 7 giorni la documentazione dei pazienti che la richiedono e sono tenute a pubblicare sui siti internet i dati riguardanti i risarcimenti erogati negli ultimi 5 anni. Sempre a tutela dei pazienti si prevedono meccanismi che garantiscono il diritto al risarcimento da parte di coloro che vengono danneggiati da un errore sanitario. Al contempo, è stato introdotto nel codice penale il nuovo articolo 590-sexies “Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario” che esclude la punibilità dell’operatore sanitario qualora l’evento avverso si sia verificato a causa di imperizia e il professionista abbia agito secondo le raccomandazioni previste da linee guida validate dalla comunità scientifica. Il provvedimento riconosce la responsabilità civile della struttura e dell’esercente la professione sanitaria. In tal senso, si prevede che la struttura, sia essa pubblica o privata, risponda alle condotte dolose e colpose dei professionisti sanitari che operano al suo interno, anche se non sono dipendenti e sono stati scelti dal paziente. A questo si aggiunge l’obbligo da parte della struttura di assicurarsi per responsabilità contrattuale verso terzi e prestatori d’opera, così come da parte di operatori che svolgano attività di liberi professionisti presso altre strutture. È prevista la responsabilità di ogni professionista che abbia agito nell’adempimento di un’obbligazione contrattuale con il paziente. Tutte le parti, incluse le compagnie di assicurazione, sono tenute a tentare una conciliazione e la responsabilità dell’operatore sanitario sarà stabilita dal pubblico ministero. Ciò per evitare che siano le stesse strutture a dover avviare il procedimento di rivalsa nei confronti dei propri professionisti.

MALATTIE RARE E CRONICHE, VACCINI, AUTISMO: COSA CAMBIA

I nuovi LEA aggiornano gli elenchi sia delle malattie rare sia di quelle croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione dal ticket per alcune prestazioni di controllo. Tra queste ultime, l’endometriosi e la celiachia (prima presente nell’elenco delle malattie rare). Sono introdotte, inoltre, nuove vaccinazioni, già previste dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019. Tra queste, la vaccinazione per il meningococco B, il rotavirus e la varicella nei nuovi nati, il meningococco tetravalente ACWY135 e l’HPV nei maschi undicenni. Di particolare rilievo è l’introduzione nei nuovi LEA della diagnosi precoce, della cura e del trattamento personalizzato dei disturbi dello spettro autistico nonché della predisposizione di misure a sostegno delle famiglie e dell’integrazione sociale dei pazienti. Risultato di un considerevole lavoro tecnico che ha coinvolto Stato, Regioni e società scientifiche, i nuovi LEA prevedono una spesa complessiva di 800 milioni di euro in attuazione della legge di stabilità 2016. La loro sostenibilità dovrebbe essere garantita, ma si attende novembre per una verifica dei costi reali.

 

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