La giornata europea degli antibiotici è un’iniziativa di sanità pubblica che ha come obiettivo la sensibilizzazione sulla minaccia rappresentata dalla resistenza agli antibiotici.

 

Perché si celebra?

L’incremento massivo e l’uso inappropriato degli antibiotici è un fenomeno in costante crescita, tanto da divenire un problema di rilievo per la tutela della salute dei cittadini. Ad oggi, solo un utilizzo più contenuto e appropriato potrebbe contrastare lo sviluppo di batteri resistenti e preservare l’efficacia degli antibiotici per le generazioni future.

 

Che cos’è e perché è importante?

L’Istituto Superiore di Sanità definisce l’antibiotico resistenza come “la capacità di un batterio di resistere (e quindi di non soccombere) all’azione di un farmaco antibiotico…”.
Un batterio può dimostrarsi naturalmente resistente verso un antibiotico (resistenza naturale) o diventarlo tramite meccanismi di adattamento (resistenza acquisita). In questo secondo caso i ceppi batterici che in passato erano sensibili a determinati antibiotici, possono sviluppare resistenza mediante modificazioni del loro patrimonio genetico tramite mutazione o mediante acquisizione “in blocco” da parte di altri batteri (anche di specie diversa).

Questo meccanismo determina dunque la comparsa di patogeni resistenti e un trattamento meno efficace. Più aumenta la resistenza più cresce la mortalità, in particolar modo nelle fasce d’età fragili come neonati, anziani e immunodepressi. Il sistema immunitario diventa incapace di affrontare in autonomia un’infezione o di coadiuvare l’azione degli antibiotici.

Un’emergenza globale

L’antibiotico resistenza è diventata ufficialmente un’emergenza dal 2013, su indicazione dell’OMS:
“L’uso degli antibiotici è divenuto spropositato sia su esseri umani che su animali. Il loro abuso accelera il processo di selezione naturale tra i microrganismi, eliminando i meno adatti per premiare i ceppi immuni, i cosiddetti superbug ai quali è difficile prendere le misure”.

I dati globali non sono incoraggianti, in particolare in Europa e in Italia, in cima alla classifica dei paesi UE per il maggior numero di prescrizioni giornaliere di antibiotici ogni mille abitanti. Le ricerche effettuate riportano una media di circa 10mila morti ogni anno e una stima di circa 450.000 decessi entro il 2050.

La causa è da identificare in particolar modo in otto patogeni: Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Enterococcus faecalis e faecium, Escherichia coli, Klebsiella pneumonia, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter species. Si tratta di patogeni responsabili di svariate infezioni e patologie come otiti, polmonite, meningite, infezioni alle vie urinarie e intra-addominali, prostatiti. Così come endocarditi, infezioni del tratto digerente e dell’apparato respiratorio.

Prevenzione: come comportarsi

Prevenire è sempre la regola fondamentale. Quali sono le regole e i comportamenti da seguire? Sono davvero semplici e facili da seguire e svolgono un ruolo importantissimo:

  • Assumere gli antibiotici solo in caso di reale necessità e su prescrizione medica
  • Non assumere antibiotici in caso di influenze e/o raffreddori
  • Completare l’intero ciclo senza interromperne l’assunzione

Ad oggi l’Italia sta attuando il Piano Nazionale di Contrasto dell’Antibiotico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020 prorogato a tutto il 2021, che affronta il problema con azioni di monitoraggio, sorveglianza e contrasto del fenomeno dell’antibiotico-resistenza nel settore umano e veterinario, in linea con i piani delle agenzie internazionali.